Storia 3
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(Tratto dal libro "Tavagnacco" testi di Walter Ceschia")
La casa acquistata dalla chiesa per costruirvi la canonica era composta soltanto da una stanza al primo piano
e con il granaio superiore senza tavolatura; non possedeva alcun fondo adiacente per uso cortile od orto. Per tale uso venne
acquistato un orto vicino. La casa canonica ultimata è composta da quattro stanze al piano terra, da quattro camere al primo
piano e da due granai superiori coperti da tegole a paviglione. Nell'interno ci sono le scale, corridoi intermedi con cortile
adiacente cinto da muro con porta e portone d’ingresso.
La casa canonica costò lire austriache 6623,91, il preventivo fatto
dal capomastro Feruglio era di 5190,00 lire austriache; i Capifamiglia contribuirono con 3363,00, il debito rimanente fu quindi
di lire austriache 3260,91. Per sanare tale situazione deficitaria la Chiesa dovette vendere una casa di sua proprietà al civico
154 che, in semplice conduzione con il Comune, serviva ad uso di scuola ed ufficio comunale. In fondo la piazza, verso sud, c'era
lo stagno di acqua piovana, chiamato "Sfuèi”. Questo vocabolo in friulano, oggi più comunemente inteso come derivato dall'italiano
'Foglio'; significa 'Stagno' ed in antico serviva per far abbeverare gli animali. In quel tempo la Fabbriceria della Chiesa fruiva
dei ricavato delle melme di questi stagni la cui vendita, presente un Deputato, serviva in parte, per la celebrazione di sante messe
in suffragio delle anime dei Purgatorio, ed in parte all'acquisto di torce e dispensa di pane nelle processioni.
Lo stagno "Sfuèi" venne prosciugato e livellato verso la metà dei secolo scorso; in piazza c'era pure un pozzo circolare per l'acqua
potabile ad uso pubblico. Il pozzo era dotato di doppia carrucola, protetto da un muretto alto circa un metro compresa la sbavatura
in pietra per depositare i secchi.
La circonferenza esterna era di metri 6,80 circa; il diametro interno di metri uno circa, con una
profondità di circa 20 metri .L’agglomerato urbano più antico viene costituito dalle viuzze verso levante, sede anche delle dimore
più povere come quelle ancora esistenti sulle Strade di Còcul (Via Tiziano), Strade di Zoràt (Via Cavour), poi verso il sottoportico
"di Canèlo", Freschi, Morèt, Muinis; poi le borgate ad ovest verso la chiesa nuova, con i Stêl, Gabîns Tàc, Clare, Sefòn, ed altre
entrate di vicoli senza uscita sulla strada di Pagnacco (Via dei Martiri).